
venerdì, 27 febbraio 2009
..Il dannato Belpaese ambiva ad avere la sua Chernobyl. Ma chi vi abitava, era troppo preso dalla 'Nuova Chiesa Catodica' per curarsene troppo. Erano drammi ignorati, quel qualcosa di peggio che poteva conseguire solo allo scarabocchiare a caso le schede elettorali. Uscivo con Fabrizio De André e sulle labbra riecheggiavano le sue parole. Andavo chiedendo ai vari Oste che reputavo amici da mezzanotte in avanti, cosa si comprassero di meglio dell'alcol con gli interi stipendi che gli lasciavo giù. La risposta risaputa, andava palesandosi in tutta la sua chiarezza il mattino successivo, con i malditesta che erano tornati a farmi visita e i pensieri tristi che si avvinghiavano alle caviglie come vipere nefaste. In qualche modo, avevo fallito a mia volta, lo avevo fatto ancora, rendendomene conto sin troppo presto.
Stefano Hezel
Stefano Hezel

martedì, 24 febbraio 2009
...Sean Penn andava dicendomi che non dovevo preoccuparmi troppo se, ogni tanto avevo qualche moto d'ira. Pensavo che forse era il caso di dargli retta, pensavo che infondo, un consiglio, quando pende dalla parte del ragionamento che hai già intrapreso, non doveva pesarmi. Guardavo il filo d'aquilone, legato attorno ai fianchi di Audrey e mi dicevo che dovevo darle tregua. Non avrei permesso, che una serpe strisciante si insinuasse, nel nostro fare. Avrei preferito vendermi esule volontario piuttosto. Ero pronto. Pronto per trovare nuove forme di dolore da sperimentare, pronto per affrontare a testa alta tutto quanto mi sarebbe crollato addosso. Niente più rum a colazione. Avrei allestito una bancarella al mercato delle pulci, oggetti di pregio, dubbi, incertezze e paure profondamente scorrette. Mi sarei sbarazzato di tutto e poi, nuovamente leggero mi sarei mosso verso un ritorno.
StefanoHezel
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