
venerdì, 31 ottobre 2008
"..Sai di vivere una vita che è contro natura, dove un giorno è per la notte,
dove la paura va scacciata via in un attimo,
in un gesto attento di quell'anima un pò scura che ti porti dentro.
O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai uun sorriso beffardo e non ti accorgi neanche..
..Di spalle o col viso rivolto alla mia ermeticità gravità,
so di aver dio dentro, ma non è nient'altro che un piacevole stupro,
un fulmine, un fulmine dentro la schiena."
Marta Sui Tubi - "La Spesa"
G.

martedì, 28 ottobre 2008
StefanoHezel

lunedì, 20 ottobre 2008
Nella periferia urbana, placide raffiche di vento tiravano su foglie stanche della loro stessa tinta, che andavano mescolandosi a polvere, grafite ed ancora polvere. Hugo Pratt diceva che mi avrebbe usato come modello, se solo si fosse ricordato dove aveva messo la matita. Di venerdì non si stava certo male, mi convincevo di questo. "Sei una persona impegnativa..." E giù con una risata soffocata a dare conferma. Perché negare poi, rasentava l'assurdo. Con il Comandante ci si svegliava all'alba per discutere, avevamo preso la Paranoia e l'avevamo fatta accomodare sul divano, in mezzo a noi. Ascoltavo pseudo - pop scandinavo per sviare ogni supposizione altrui, nel mentre che temevo la visitina definitiva della Polizia Karmica.
StefanoHezel

venerdì, 17 ottobre 2008
StefanoHezel

giovedì, 16 ottobre 2008
Stefano Hezel

mercoledì, 15 ottobre 2008
StefanoHezel

martedì, 14 ottobre 2008
StefanoHezel

domenica, 12 ottobre 2008
..Avevo invitato Ahmadinejad a cena. Ma poco fa mi ha fatto sapere che non se ne faceva nulla. Peccato, un po' ci sono rimasto male. Yasser invece non era più tanto preoccupato per la Jihad, quanto più lo premeva e gli occupava il cervello tutto, la ricerca smodata di espedienti per ottenere il permesso di soggiorno. Nel mentre, pensava bene di fornicare con quarantenni ninfomane. Ma era tutta una missione, a lui quasi non piaceva. Dovevo imparare a ricordarmi del Campari col bianco. Anzi, meglio con lo spumantino. Ad ogni modo, piacevole e soprattutto economico. Eh, già. L'economia. Perdeva pezzi di significato ogni giorno di più, 'sta dannata parola. Grande strada che mi ero scelto, tanta gloria, pochi soldi. Grande strada, già.
StefanoHezel

venerdì, 10 ottobre 2008
..Circondato da esseri orrendi.
In un covo, cupo che più buio non si può, che neppure la notte nera avvolta nel nero, travolta dal nero ti immaginieresti tale. Aggrappato al bancone per non cadere, aggrappato al bancone per non annegare, aggrappato al bancone per annegare. Il bicchiere, saldo, manco fosse un'ancora. Sempre colmo e imprevedibile, quale mare in tempesta. E poi le ciance, disperate, fuori luogo, scontate. Assurde, apocalittiche, violente. E le voci, rombanti, roboanti, rampanti. E gli odori, pestiferi e infernali, zolferini e mefitici. La greve noia nera. Che impervia ed avvolge. E dunque lei. Improvvisa, violenta e capace. Avvolta da luce assordante, in cerca con occhi grandi e verdi, in cerca di me perduto. In cerca di un me perduto. Ancora ostinata a tendere la mano. Lei con una carica di profumi tali da stordire, Lei ancora convita che esista soluzione, Lei.
StefanoHezel



