
venerdì, 13 luglio 2007
..Pervenuto al limite dell'ascoltazione di se stesso, e dovendo ammettere di aver sbagliato tutto nella propria vita, un uomo vede aperte due strade davanti a sé; o suicidarsi o, come diceva Aurora, "cambiar pelle". Cambiar pelle non si può, occorre una volontà riservata solo a pochi. Solo i Santi vi riescono e, qualche volta i Poeti. Coloro cioè, che credono veramente in qualcosa di eterno. Il suicidio è più facile, alla portata di ogni intelletto medio. Ma per suicidarsi occorre non volersi bene, o volersene troppo. Bisogna credere, altrettanto veramente, che la vita non possa offrire altre gioie. Oppure che queste gioie sarebbero inaccessibili o misere qualora restassimo in vita. Rari sono i Santi, ancora più rari i Poeti. Il numero degli intelletti medi che un giorno si accorgono di essere giunti al fallimento morale è, invece, sterminato. E i suicidi, al confronto, uno zero. Si apre allora ai nostri occhi una terza strada, che è l'unica sulla quale sappiamo di poterci avventurare poiché è quella che ci ha condotti dove siamo. Si tratta soltanto di correggere il nostro passo che finora è stato faticoso, ed ha finito con l'avvilirci perché camminavamo ai margini, tra i sassi e gli sterpi che la nostra coscienza accumulava - e tutte le pietre miliari erano nostre, tante le ferite al cuore! Ora, invece, decidiamo di battere la via mestra, quella sulla quale camminano milioni come noi, e di tenere lo sguardo fisso all'orizzonte. Era pur quella la mèta che ci prefiggevamo; e camminando spediti "sulla buona strada" che la raggiungeremo. Vi sono, naturalmente, anche su questa strada ostacolo e barriere, ma ci apriremo il varco assieme agli altri, e getteremo le macerie da una parte; le macerie che quando procedevamo da soli, ai margini della strada ci ostruivano il cammino, con i loro dubbi e rimorsi! Così facendo, un uomo tradisce, sì, se stesso, ma una volta per sempre. Dopo di che avrà finito di fingersi.
"Cronache di Poveri Amanti"
StefanoHezel



